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Povertà energetica – le risposte delle istituzioni in linea con il progetto ASSIST

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Il 26 ottobre, si è tenuto a Roma il convegno “Povertà Energetica in Italia” organizzato da Assistal e Fondazione Barberini, per discutere delle politiche pubbliche da mettere in atto al fine di contrastare il fenomeno della povertà energetica, favorire lo sviluppo dell’efficienza energetica e, contemporaneamente, la riqualificazioni di palazzi e strutture.

Illustri relatori si sono espressi sull’argomento, a partire da Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha dichiarato: “Il tema della povertà energetica non è un tema spesso all’ordine del giorno. La prima esigenza è prendere consapevolezza della situazione”, continuando poi: “non basta una legge, un regolamento, una norma centrale per porre rimedio al fenomeno. Occorrono azioni a livello regionale, locale, bisogna mobilitare la comunità con uno sforzo di coesione e coordinamento. Il Ministero delle Politiche sociali è a disposizione per collaborare a dare evidenza ad eventi che possano comunicare all’opinione pubblica l’importanza di questo tema. Una delle nostre priorità è informare i cittadini sulle agevolazioni a loro disposizione da parte dello Stato per sopperire a situazioni di difficoltà, che rimangono nascoste a causa dello stigma della povertà”.

Il presidente di CPL Concordia, Mauro Gori, facendo un’analisi molto chiara della situazione, ha sottolineato che per contrastare la povertà energetica, sarebbe necessario lavorare parallelamente su due fronti – della domanda e dell’offerta – andando a “diminuire il prezzo dell’energia per uso domestico – in Italia molto più alto della media europea perché gravato da oneri fiscali complessivi, e cioè imposte e “oneri generali di sistema”, pari ad oltre il 30% della spesa totale in bolletta ” e riducendo il fabbisogno energetico delle famiglie tramite il miglioramento delle strutture, ovvero, come dimostrato dall’esperienza inglese, attraverso la messa in atto di “politiche pubbliche per l’efficienza energetica, ossia di misure di investimento a lungo termine, che agiscono a monte attaccando direttamente – e definitivamente – una delle maggiori cause della povertà energetica, cioè la cattiva qualità degli alloggi e degli impianti.” Gori, ha poi aggiunto, in linea con quanto sostenuto da Paoletti, che: “sotto l’egida del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, titolare della delega per un intervento legislativo in ordine ai temi della povertà, possa essere promossa la costituzione di un organismo deputato a trattare il complesso insieme delle misure atte a contrastare lo specifico fenomeno della povertà energetica.”

In armonia con l’intervento di Livia Salvini, professore di diritto tributario all’Università Luiss, quello di Federico Testa, Presidente di ENEA, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Verona, partendo dal presupposto che la problematica della povertà energetica ha mille sfaccettature, ha messo in evidenza quello che, secondo lui, è il tema  più importante, ovvero la drammatica esclusione delle classi sociali più deboli, negli ultimi anni, “dagli interventi dedicati al risparmio energetico”. Sottolineando come siano stati finanziati “molti interventi che hanno riguardato finestre e caldaie in villette e case singole.” Mentre, poco o nulla è stato fatto “per dare la possibilità di conseguire risparmi energetici importanti (dell’ordine del 50% e più) alle famiglie che popolano i condomini delle nostre periferie, spesso edificati negli anni 50, 60 e 70, senza nessuna attenzione a questi aspetti. Con le leggi di stabilità dell’anno scorso e con quella in discussione nei prossimi giorni è doveroso individuare le modalità per porre rimedio a questa situazione”. 

Le attività che si porteranno avanti in Italia ed in altri 5 paesi europei nell’ambito del progetto ASSIST si inseriscono e supportano quanto auspicato dai relatori del convegno.

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