Transizione energetica nelle aree rurali: da Bruxelles le lezioni del progetto ENTRACK

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Il 30 settembre 2026, presso il Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles, si è tenuta la conferenza finale di ENTRACK, il progetto europeo coordinato da AISFOR che ha lavorato per rafforzare la capacità delle autorità locali e regionali di progettare e attuare percorsi di transizione energetica più giusti, partecipativi e adeguati alle caratteristiche dei territori rurali.

Dopo tre anni di lavoro sul campo, l’evento non è stato soltanto l’occasione per presentare i risultati raggiunti. Dal confronto tra amministrazioni locali, ricercatori, esperti e decisori politici è emerso soprattutto un messaggio: la transizione energetica nelle aree rurali non può essere una semplice applicazione su scala ridotta dei modelli sviluppati per le città.

Competenze, capacità amministrativa, coinvolgimento delle comunità e conoscenza dei territori diventano elementi decisivi quanto le tecnologie e gli investimenti.

Una transizione non solo socialmente, ma territorialmente giusta

Ad aprire i lavori è stata Vlasta Krmelj, membro del Comitato europeo delle Regioni e sindaca della municipalità slovena di Selnica ob Dravi, che ha richiamato la necessità di affiancare al concetto di transizione socialmente giusta quello di una transizione territorialmente giusta.

Le aree rurali europee dispongono infatti di un importante potenziale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma affrontano condizioni profondamente diverse rispetto ai grandi centri urbani: minore densità abitativa, distanze maggiori, popolazione spesso più anziana, limitate capacità amministrative e tecniche e, in molti casi, risorse finanziarie più ridotte.

Non esiste quindi una soluzione unica applicabile ovunque. Le politiche devono partire dalle caratteristiche, dai bisogni e dalle risorse dei singoli territori.

Un principio che ha guidato anche il lavoro di AISFOR, coordinatore del progetto ENTRACK. Nel suo intervento, Marina Varvesi ha ricordato come il progetto abbia cercato di creare un ponte tra ricerca, amministrazioni pubbliche e comunità locali, combinando analisi dei territori, capacity building, ricerca etnografica e processi di co-design.

L’obiettivo non era proporre ai comuni soluzioni già definite, ma fornire loro competenze, strumenti e metodologie per costruire il proprio percorso di transizione energetica insieme alle comunità locali.

Dai territori alle politiche: il metodo ENTRACK

Durante la sessione dedicata ai risultati del progetto, moderata da Virginia Dicuonzo di AISFOR, è stato presentato il framework sviluppato e sperimentato nei territori pilota di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.

Il percorso ha integrato diverse attività: dalla mappatura degli stakeholder e delle politiche esistenti all’indagine etnografica attraverso interviste sul territorio, dall’autovalutazione delle capacità delle amministrazioni fino al co-design delle politiche energetiche locali.

Un approccio che ha permesso di partire non soltanto dai dati energetici, ma dalle persone, dalle istituzioni e dalle dinamiche sociali che determinano concretamente la possibilità di realizzare una politica.

Le esperienze raccontate dai territori durante il panel dedicato al local storytelling hanno mostrato quanto diversi possano essere i risultati di questo processo.

In Italia, Vico Equense e Piano di Sorrento hanno lavorato alla costruzione di una comunità energetica condivisa, valutando la possibilità di destinare i benefici generati anche al sostegno dei servizi sociali locali.

In Spagna, le piccole municipalità di Gombrèn e Sant Quirze de Besora hanno individuato priorità molto differenti: dalla riqualificazione degli edifici e dal teleriscaldamento fino alla mobilità condivisa attraverso un veicolo elettrico destinato a rispondere alle esigenze della comunità.

In Portogallo, a Ponte de Sor e Gavião, il confronto si è concentrato sul rapporto tra grandi impianti per la produzione di energia rinnovabile e territori rurali: come fare in modo che gli investimenti realizzati localmente producano anche valore economico, sociale e ambientale per le comunità che li ospitano?

In Grecia, ad Avdira e Topeiros, il percorso ha invece evidenziato l’importanza della fiducia. Superare la diffidenza iniziale dei cittadini è stato possibile quando il coinvolgimento ha iniziato a produrre risultati percepibili e le persone hanno visto le proprie esigenze tradursi in proposte concrete.

Esperienze diverse, ma accomunate da una stessa conclusione: la partecipazione funziona quando ha conseguenze reali sulle decisioni.

Piccoli comuni, grandi sfide: la forza dell’aggregazione

La seconda parte dell’evento, dedicata all’Energy Transition in Rural Areas Community Group, ha portato il confronto dal livello locale a quello delle politiche europee.

Tra i temi centrali è emerso quello della capacità amministrativa dei piccoli comuni.

Personale limitato, competenze tecniche difficili da reperire e risorse economiche ridotte possono rendere complessa anche la partecipazione a programmi di finanziamento nazionali ed europei.

Una delle possibili risposte è l’aggregazione tra territori.

Collaborare tra municipalità permette di condividere competenze e consulenti, aggregare la domanda, sviluppare progetti con una dimensione sufficiente a renderli sostenibili e affrontare con maggiore capacità procedure e opportunità di finanziamento.

Non si tratta quindi necessariamente di creare nuovi strumenti, ma anche di consentire ai piccoli enti di utilizzare meglio quelli già disponibili.

Evitare le politiche “copia e incolla”

Un’altra indicazione emersa con forza riguarda il rischio di trasferire automaticamente nei territori rurali modelli progettati altrove.

João Pedro Gouveia di NOVA ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze che possono derivare dall’applicazione di soluzioni standardizzate senza considerare clima, caratteristiche degli edifici, risorse economiche e capacità di gestione locali.

Il punto non riguarda soltanto le tecnologie.

Quando un piccolo comune non partecipa a un programma energetico, infatti, la causa non è necessariamente una mancanza di interesse o di volontà politica. Molto più spesso esistono gap di capacità tecnica, amministrativa o finanziaria che impediscono alle amministrazioni di trasformare gli obiettivi in progetti.

In questo contesto, il ruolo delle agenzie energetiche regionali, delle reti territoriali e delle organizzazioni capaci di accompagnare le amministrazioni diventa fondamentale.

Il valore di ENTRACK oltre la fine del progetto

È proprio qui che emerge uno dei principali risultati di ENTRACK.

Il valore del progetto non si misura soltanto nei documenti, negli strumenti o nelle attività realizzate, ma nella capacità di lasciare nei territori competenze e processi che possano continuare dopo la conclusione del finanziamento europeo.

Come sottolineato da AISFOR durante la conferenza, la chiusura formale di un progetto non coincide con la fine della sua responsabilità. La vera misura dell’impatto sarà ciò che accadrà dopo: se le amministrazioni continueranno a utilizzare le competenze sviluppate, se i piani passeranno dalla progettazione all’attuazione e se le comunità continueranno ad avere un ruolo nelle decisioni.

Per AISFOR, che opera sulla transizione giusta attraverso ricerca, formazione e azione sui territori, ENTRACK rappresenta anche la sperimentazione concreta di un approccio: rafforzare gli attori locali affinché possano diventare protagonisti, e non semplici destinatari, delle politiche europee per l’energia e il clima.

La principale lezione che arriva da Bruxelles è quindi chiara: non basta portare la transizione energetica nelle aree rurali.

Occorre costruirla con i territori, adattarla alle loro caratteristiche e creare le condizioni perché le comunità possano guidarla e beneficiarne nel lungo periodo.

Aisfor

AISFOR è una società privata con sede a Roma e attiva dal 2005, che opera a livello europeo, nazionale e locale con un’attenzione costante all’impatto sociale, impegnandosi affinché le transizioni energetica, digitale ed ecologica siano realizzate in modo equo, sostenibile e inclusivo.

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AISFOR lavora ogni giorno per una transizione verde inclusiva, mettendo in campo esperienza e relazioni per unire innovazione, sostenibilità e sviluppo locale. 

Territorio, lavoro e inclusione sociale

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