Dopo tre anni di attività, confronto e lavoro sul campo, il progetto europeo DISCOVER – Developing Integrated Services for Community Energy to accelerate Valid Energy transition si avvia alla sua conclusione. Cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione europea, DISCOVER ha lavorato per supportare la nascita e lo sviluppo di progetti energetici di comunità, offrendo servizi integrati, strumenti pratici e competenze a supporto dei territori.
L’8 giugno 2026, presso Comet Meetings Louise a Bruxelles e in formato ibrido, si è svolta la conferenza “Energy communities, their potential and how to boost citizen engagement”, organizzata nel quadro della European Sustainable Energy Week. L’evento ha riunito i risultati e gli insegnamenti finali di tre progetti LIFE dedicati alle comunità energetiche: POWER-E-COM, DISCOVER e ISLET.
La conferenza ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra esperti, stakeholder, rappresentanti istituzionali, operatori del settore e realtà attive nei territori europei. Al centro del dibattito: le principali barriere che ancora ostacolano lo sviluppo delle comunità energetiche, le soluzioni pratiche per superarle e il ruolo della partecipazione dei cittadini nella transizione energetica.
Per AISFOR, partner e coordinatore del progetto DISCOVER, nonché leader del WP6 – Communication, Dissemination and Exploitation, l’evento ha rappresentato anche un momento significativo per valorizzare il percorso realizzato, condividere i risultati raggiunti e riflettere sull’eredità del progetto.
Perché le comunità energetiche sono oggi più importanti che mai
La conferenza si è aperta con una riflessione sul ruolo sempre più strategico delle comunità energetiche nel percorso europeo verso gli obiettivi climatici al 2030 e al 2050. Le comunità energetiche non rappresentano soltanto uno strumento per produrre e condividere energia rinnovabile: possono contribuire a ridurre i costi energetici, rafforzare la coesione sociale, creare benefici economici locali e diminuire la dipendenza dai mercati energetici globali.
Uno dei messaggi più rilevanti emersi dall’evento riguarda il cambiamento delle barriere. Se in passato la scarsa consapevolezza dei cittadini e il limitato interesse verso questi modelli rappresentavano ostacoli centrali, oggi il quadro è diverso. La tecnologia è disponibile e l’interesse verso le comunità energetiche è cresciuto. Le difficoltà principali riguardano invece gli aspetti regolatori, finanziari, organizzativi e di governance.
Questo passaggio è fondamentale: il problema non è più solo “convincere” cittadini e territori del valore delle comunità energetiche, ma creare le condizioni concrete perché queste possano nascere, funzionare e durare nel tempo.
Le comunità energetiche sono cresciute, ma le sfide cambiano
Uno dei messaggi più importanti emersi dalla conferenza riguarda l’evoluzione delle barriere. Le comunità energetiche non sono più un tema di nicchia: in molti Paesi europei l’interesse è cresciuto, le esperienze si sono moltiplicate e il ruolo dei cittadini nella produzione e condivisione di energia rinnovabile è sempre più riconosciuto.
Allo stesso tempo, la crescita delle comunità energetiche porta con sé nuove complessità. Se in passato uno degli ostacoli principali era la scarsa consapevolezza dei cittadini, oggi le difficoltà più rilevanti riguardano soprattutto aspetti regolatori, finanziari, tecnici e organizzativi.
Questo significa che la tecnologia, da sola, non è più il punto centrale. La vera sfida è costruire condizioni favorevoli: regole chiare, modelli economici sostenibili, servizi di supporto affidabili, governance trasparente e capacità di accompagnare le iniziative nel tempo.
Partire dalla comunità, non dalla tecnologia
Un messaggio trasversale emerso dagli interventi di ISLET riguarda la centralità delle persone. Le comunità energetiche non possono essere progettate partendo solo dagli impianti, dalle superfici disponibili o dai modelli tecnici. Prima della soluzione tecnologica, è necessario comprendere i bisogni locali, le relazioni sociali, le aspettative e le caratteristiche culturali del territorio.
Le esperienze realizzate nelle isole pilota di Grecia, Italia e Croazia hanno mostrato quanto sia importante costruire percorsi che partano dal “perché”: perché una comunità dovrebbe nascere, quali problemi vuole affrontare, quali benefici può generare e quali attori devono essere coinvolti.
Il coinvolgimento degli stakeholder, quindi, non può essere considerato una semplice attività progettuale o una fase iniziale. Deve essere un processo continuo, capace di accompagnare l’intero sviluppo della comunità energetica.
La fiducia come condizione essenziale
La conferenza si è chiusa con un messaggio forte sul tema della fiducia. L’esperienza croata presentata da Damir Medved, di Without Borders, ha mostrato come anche comunità motivate e pronte ad agire possano incontrare ostacoli significativi se manca un rapporto solido con istituzioni, gestori di rete e autorità regolatorie.
La fiducia non riguarda solo la relazione tra cittadini. Riguarda anche la capacità delle istituzioni di rispondere, di applicare le regole, di garantire trasparenza e di accompagnare i processi in modo coerente.
Per questo, la governance delle comunità energetiche deve essere chiara, accessibile e trasparente. Senza un quadro affidabile, anche le migliori iniziative locali rischiano di bloccarsi.
Un’eredità da valorizzare
La conferenza finale dell’8 giugno non rappresenta soltanto la conclusione formale di un percorso progettuale. È anche un punto di partenza per continuare a valorizzare quanto appreso.
DISCOVER lascia in eredità strumenti, modelli, servizi e competenze che potranno continuare a supportare la nascita e lo sviluppo di comunità energetiche in Europa. Ma lascia soprattutto una consapevolezza: la transizione energetica non è solo una questione tecnologica. È anche sociale, organizzativa e territoriale.
Le comunità energetiche possono diventare strumenti concreti per rafforzare la partecipazione dei cittadini, promuovere la produzione condivisa di energia rinnovabile, generare benefici locali e contribuire a una transizione più giusta. Per farlo, però, hanno bisogno di supporto, regole chiare, modelli sostenibili e attori capaci di accompagnarle nel tempo.
Con la conclusione di DISCOVER, AISFOR conferma il proprio impegno nel promuovere percorsi di transizione energetica inclusivi, partecipativi e orientati ai territori, continuando a valorizzare l’esperienza maturata nel progetto e a contribuire allo sviluppo di comunità energetiche più solide, trasparenti e accessibili.
La registrazione dell’evento finale è ora disponibile online.
In allegato le presentazioni dei relatori da consultare liberamente